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Un libro di Pulina su Benetti

Pubblicato da Sebastiano Posadinu in Cultura · 29/3/2001 15:56:19

LA NUOVA SARDEGNA
29-03-2001
Un libro di Pulina su Benetti

LAERRU. E' in distribuzione e ha già fatto le prime comparse nelle librerie "Edoardo Benetti. Il mondo fantastico di un cavaliere dell'Anglona", un libro scritto dal nostro collaboratore Giuseppe Pulina dedicato a uno dei personaggi più interessanti della storia del nord Sardegna della prima metà del Novecento. Edito da Zonza, il libro di Pulina è stato segnalato con lusinghiere recensioni ancor prima della sua presentazione ufficiale, in programma il 7 aprile a Laerru. Del libro, di cui non si può che raccomandare la lettura, anche perché va a rinfoltire la non ricca bibliografia anglonese, hanno dato notizia diversi siti Internet. Fra i tanti, i navigatori che amano le buone letture potrebbero cliccare quello del portale di Tempio (www.pausanianet.it) e uno dei vari e raffinati siti del webmaster Sebastiano Posadinu (digilander.iol.it/arteworld/pulina). Ma chi è stato Edoardo Benetti? Perché la sua storia dovrebbe suscitare l'interesse degli studiosi o semplicemente dei cultori di storia sarda contemporanea? E' probabile che molti non ne ricordino più il nome, ma Edoardo Benetti, soprattutto per i più anziani, è stato un personaggio in vista: uno che, per gli interessi che aveva e per le teorie che elaborò, non poteva non dare nell'occhio nella Sardegna della prima metà del Novecento. Originario di Bagnolo San Vito (industrioso centro del Mantovano), giunse in Sardegna, non ancora trentenne, verso la fine dell'Ottocento. Trascorse i primi anni in Gallura, dove iniziò a esercitare la professione di geometra catastale, ma metterà più salde radici in Anglona. Vivrà a lungo a Laerru, dove incontrò Giuseppina Moro, la moglie-compagna del lungo soggiorno sardo, e dove costituì la"base" per le numerose peregrinazioni che gli fecero conoscere anche gli angoli meno frequentati della Sardegna. Di Benetti, Pulina ha apprezzato in particolare proprio questo suo forte legame con la terra che in un certo senso lo adottò. Ne rimase letteralmente ammaliato e questa infatuazione, che mai ricusò, durò sino alla morte avvenuta nel 1941. Ritornare sulle orme ormai quasi cancellate del rapporto che legò Benetti alla Sardegna (alla quale appiccicò il felice nomignolo di "immane cetaceo") è stato per l'autore del libro come avviare un processo di riabilitazione storica di una figura ingiustamente dimenticata. E dire che Benetti è stato per l'Anglona il suo principale referente intellettuale per una quarantina di anni, con le sue collaborazioni giornalistiche per la Nuova Sardegna e, dopo la soppressione del giornale da parte delle autorità fasciste, per L'Isola. Il fatto che questa memoria sia stata rimossa è uno degliaspetti più intriganti del "caso Benetti". Su questo cerca di fare luce Giuseppe Pulina con il suo ottimo libro.(n.r.)


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